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TENDA STELLE & VIN BRULE'




PROGRAMMA

  • H 17 RITROVO 1 (Ref. Adele 3405036242) : Sondrio - parcheggio campus
  • H 17.45 RITROVO 2 (Ref. Simone 349 5330776): San Bernardo (Ponte in Valt.) - al termine della strada asfaltata nei pressi del parcheggio dell'agriturismo "Il Tiglio"
  • H 18 partenza a piedi per la croce di Campondola (2135m)
  • H 21 cena al sacco in compagnia e osservazione delle stelle
  • FINE SERATA al rientro ci fermeremo a Campondola con le tende per un po' di festa, vin brulé in compagnia e tanto divertimento (per chi vorrà tornare a casa in serata, invece, in poco tempo è possibile ritornare al parcheggio macchina a San Bernardo)
VENERDI' 3 ORE 21 SEDE CAI A SONDRIO: incontro con tutti i partecipanti che volessero ulteriori informazioni ed organizzarsi col gruppo.
E' consigliato portare un abbigliamento pesante adatto alla quota, una coperta e un frontalino (o una torcia). Cibo e bevande in abbondanza (se tutti portiamo qualcosa in più nello zaino avremo di che festeggiare). Per i più temerari tenda e sacchi a pelo sono d'obbligo!!! Sono benvenuti chitarristi e chitarre.
IN CASO DI MALTEMPO L'USCITA SARA' ANNULLATA.
E' gradita una conferma di partecipazione a giovani@cai.sondrio.it
Per tutti coloro che non fossero soci CAI è vivamente consigliata l'assicurazione (costo 3e).
Per qualsiasi tipo di informazione fare riferimento all'indirizzo mail.





AVVICINARSI ALLO SCIALPINISMO



Per la bellezza del luogo scelto e la relativa semplicità dell'uscita è l'ideale

PER TUTTI COLORO CHE VOLESSERO AVVICINARSI ALLO SCIALPINISMO.

L'uscita è stata ideata proprio per permettere a coloro che volessero provare questo sport di farlo in un contesto semplice e sicuro.
Se amate le ascensioni poco impegnative, ma molto remunerative dal punto di vista panoramico e naturalistico, la salita al monte Padrio fa decisamente per voi. Con una breve camminata, infatti, si può guadagnare una delle cime più panoramiche di Valtellina, posta, com’è, in posizione felice e strategica, sul lungo crinale che separa l’alta Valtellina, nel tratto Tirano-Grosio, dall’alta Valcamonica. VISTA A 360° GARANTITA!!!!!
Saremo accompagnati dal PRESIDENTE DEL CAI valtellinese (istruttore di scialpinismo)!!!
Ottima occasione per DIVERTIRSI, conoscere nuove persone e imparare qualche cosa sullo scialpinismo e la sicurezza in montagna (spiegheremo l'uso di ARVA con qualche piccola dimostrazione)





RITROVO: parcheggio Policampus (Sondrio) ORE: 7.30
PARTENZA: chiesa Trivigno ORE 8.30 (chi vuole può venire direttamente alla partenza)EQUIPAGGIAMENTO: sci da alpinismo (facilmente noleggiabili) obbligatorio ARVA (per chi non l'avesse, ne abbiamo un certo numero a vostra disposizione, basta avvisare via mail)

---- E' RICHIESTA UNA DISCRETA TECNICA SCIISTICA DA DISCESA ----

PER PARTECIPARE E' NECESSARIO inviare una mail a
giovani@cai.sondrio.it entro il 19 marzo

La partecipazione alle uscite è libera e volontaria, l’organizzazione declina ogni responsabilità per incidenti a cose o persone. Per i non soci CAI è opportuno stipulare l’apposita polizza assicurativa. Se siete interessati inviate una mail almeno qualche giorno prima a giovani@cai.sondrio.it oggetto "ASSICURAZIONE SCIALPINISMO". Il costo è di 3.50 e pro capite

CIASPOLATA

IL TERRAZZO NATURALE PIU' BELLO DELLA VALTELLINA!!!!!




  • RITROVO ORE 8 alla chiesa presso la piazza centrale di Buglio in Monte. Da qui raggiungeremo in macchina insieme l'Alpe Granda (m 1600 ca).

  • PARTENZA ORE 8.30 Alpe Granda

ITINERARIO AUTOMOBILISTICO: Da Sondrio prendere la SS 38 fin a Berbenno, quindi la Valeriana (SP 12) fino a Pedemonte dove ci si immette in via Maroggia (svolta a dx) e si sale la SP 29fino a Buglio in Monte (km 19, ore 0:30 da sondrio). [RITROVO NELLA PIAZZA CENTRALE DEL PAESE h 8] Prima di raggiungere la piazza centrale, si prende a dx, per poi volgere subito a sx (indicazioni per Our). Una strada con fondo in asfalto sale alla parte alta del paese e prosegue con diversi tornanti (il fondo diventa in cemento) raggiungendo il maggengo di Our di Fondo, per poi proseguire verso Our di Cima; la seguiamo fino all’ultimo tornante destro che precede Our di Cima (quota approssimativa: 1300 metri). Qui la carrozzabile tocca la pista sterrata che da Erbolo, sopra Ardenno, sale all’alpe Granda. Possiamo imboccare questa pista con l’automobile (c’è una sbarra, ma è sempre aperta), tenendo però conto che il fondo è dissestato e che lo spazio per parcheggiare all’ingresso dell’alpe Granda è assai limitato. Lasceremo comunque le automobili non appena il fondo diventa innevato, quindi di difficile percorrenza [PARTENZA h 8.30].




















ITINERARIO SINTETICO: Rifugio Alpe Granda (m 1680) - San Quirico (m 2070) - Alpe Granda.

ITINERARIO: dopo aver superato a piedi gli ultimi tratti innevati della rotabile sterrata per l'Alpe Granda si sbuca sugli ampi pascoli che segnano l'inizio della costiera di Scermendone. La vista è sublime in ogni direzione, con grandiosi scorci specie sulle cime della Valmasino e sulle Orobie. Si piega quindi a E e seguendo l'ampio sentiero nel bosco, con qualche tornante, ci si alza lentamente fino a uscire dal limite della vegetazione e guadagnare l'ampio pianoro dell'Alpe Scermendone, capolinea della passeggiata.

TEMPO DI PERCORRENZA PREVISTO: almeno 5 ore e mezza per l’intero giro (dipende dalle condizioni di innevamento della strada e quindi dal punto in cui potremo partire).
ATTREZZATURA RICHIESTA: ciaspole, racchette, abbigliamento invernale, occhiali da sole, crema da sole, cibo e vivande, consigliabile telo impermeabile per sedersi sulla neve, sempre opportuni ARTVA, pala e sonda.
DIFFICOLTA': 2 su 6. (EE)
DISLIVELLO DI SALITA: 400 metri se si parte da Granda, ma probabilmente di più perchè la strada sarà innevata e non percorribile fino all'alpe. Dettagli: EE.
PER PARTECIPARE INVIARE I NOMINATIVI VIA MAIL A giovani@cai.sondrio.it OGGETTO: "CIASPOLATA" ENTRO IL 13 MARZO
La partecipazione alle uscite è libera e volontaria, l’organizzazione declina ogni responsabilità per incidenti a cose o persone. Per i non soci CAI è opportuno stipulare l’apposita polizza assicurativa. Se siete interessati inviate una mail almeno qualche giorno prima a giovani@cai.sondrio.it oggetto "ASSICURAZIONE SLITTATA". Il costo è di 3.50 e pro capite



PIZZO SCOTES


DATA: 26 SETTEMBRE 2009
PARTENZA: Agneda (m 1228) H 7.00
COME ARRIVARCI: Dal Campus scolastico di Sondrio si prende la SS38 in direzione Tirano fino alla fine della tangenziale. Poco prima del passaggio a livello si svolta a dx e si segue la SP che unisce Montagna Piano e Piateda fino a Busteggia. 100 metri oltre l'ex canile si prende la stradina sulla dx che sale a Pam per poi ricongiungersi all'arteria principale per Piateda Alta. Dopo circa 7 km da Sondrio si è al bivio in località Mon. Si segue sulla dx la carrozzabile che si
inoltra in Val Vedello. Poco oltre la Centrale di Vedello (m 1000, 6 km ) il fondo diventa sterrato misto cemento. Si prosegue per Agneda (2,5 km) e si lascia la macchina in fondo alla piana.
VIA: Mambretti (m 2003) - Laghetti a quota 2400 - – Bocchetta di Scotes – Pizzo Scotes per la pala N (m 2978)
TEMPO PREVISTO PER LA SALITA: 5h e mezzo (necessario esser un minimo allenati)
ATTREZZATURA RICHIESTA: Abbigliamento per l’alta montagna
DIFFICOLTA': 3
GIUDIZIO DI GUIDE SERIE (condizioni ideali) Alpinistica f


La partecipazione alle uscite è libera e volontaria, l’organizzazione declina ogni responsabilità per incidenti a cose o persone. Per i non soci CAI è opportuno compilare l’apposita polizza assicurativa scaricabile dal sito www.cai.it, nella sezione assicurazioni.
PER CONSENTIRCI DI ORGANIZZARE AL MEGLIO LA LOGISTICA DELL'ESCURSIONE SI PREGA DI INVIARE UNA MAIL DI CONFERMA DELLA PROPRIA ADESIONE ENTRO IL GIORNO 24 SETTEMBRE A giovani@cai.sondrio.it

ITINERARIO

E' una salita certamente interessante ad una delle vette più belle (la 5a in altezza delle Alpi Orobie) e meno frequentate della media Valtellina. Il Pizzo Scotes è una cima facilmente riconoscibile dall'intero versante retico per la sua caratteristica forma a piramide tronca e i due apparati glaciali che si rintanano a N, proprio a picco sotto la vetta, nel cupo vallone di Pioda.
Fu salita per la prima volta nel settembre 1887 da Melzi, Bonacossa e Confortola, che persi nella nebbia, raggiunsero la vetta pensando di essere sul Pizzo Biorco. L'impresa fu confermata alla prima ripetizione grazie al ritrovamento della bottiglietta coi nomi dei tre alpinisti. Dei 4 versanti praticabili con differenti difficoltà il più semplice è quello che percorre la ripida pala N.
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Dal fondo della piana di Agneda si sale (sentiero segnalato con bolli bianco-rossi), per carrozzabile prima e sentiero poi, fino al versante settentrionale del bacino di Scais (m 1434, ore 0:50).
Il sentiero poi s'insinua in Val Caronno per boschi e pascoli fino alla Capanna Mambretti (m 2003, ore 1:10). Dal rifugio ci si inerpica a N lungo i ripidi prati. Anche se non facili da individuare, le bandiere bianche e rosse dipinte sui sassi guidano fra pascoli e macereti fino alla piana detritica che precede l'impennata finale per il Passo Biorco (sentiero per la Donati). Si abbandona la via tracciata e si piega a dx (E). Si risale un gradone che adduce a un nuovo ripiano. Due laghetti di disgelo son lì a dare il benvenuto ai pochi alpinisti che transitano in questi luoghi desolati (m 2400 ca., ore 1:30). Il grande anfiteatro è dominato oltre che dal Pizzo degli Uomini, anche dai Pizzi Biochi. A NO si distingue il Pizzo Rodes, mentre a SE l'altezza dello spartiacque preclude la vista sul gruppo Scais-Redorta. Ci si porta ora sulla sx (NE) del vallone detritico e per la dx orografica si sale verso NE puntando il passaggio sulla cresta meridionale del Pizzo degli Uomini (si incrocia il sentiero segnalato per il Bivacco Corti che proviene dalla Donati e passa per il Falso Biorco). Raggiunto lo spartiacque si traversa la breve valletta che porta all'incisione della
cresta O del PizZo Scotes nota come Bocchetta di Scotes. La si valica finendo in un angusto canale con catene. Si è nella Valle della Pioda. Superate le catene si seguita leggermente a perder quota traversando verso NE. Giunti al centro della pala che costituisce la faccia NO del Pizzo Scotes, si abbandona la via bollata e si sale al dritto (tratto ripido) verso la cima. Con facile arrampicata fra rocce rotte e sfasciumi si è al piccolo ometto di vetta (m 2978, ore 2).Il paesaggio è grandioso in ogni direzione, dal selvaggio ed incassato valone di Pioda a N, alle fiere vette del Gruppo di Scais-Redorta, nonché l'impressionante versante NO del Coca. La discesa è per la medesima via.

A CACCIA DI STELLE...

La montagna è luogo affascinate di giorno, ma forse ancor più la notte quando il silenzio e la limpidezza dell'aria le donano un aspetto magico. La montagna, l'alta montagna, è anche lontana dall'inquinamento luminoso e perciò punto di vista privilegiato sulla volta celeste.
Il CAI Giovani organizza un'uscita sotto le stelle a poca distanza da Sondrio. Qui di seguito la descrizione dell'itinerario ed i due punti di ritrovo per la partenza (RITOVO 1 e RITROVO 2)

ITINERARIO AUTOMOBILISTICO Dall’uscita della tangenziale di Sondrio di Via Vanoni attraversare il ponte dell'Adda per Albosaggia (ritrovo 1, ore 17:30, di fronte allo sportello della Banca Popolare che si trova sulla dx) e seguire le indicazioni per la frazione Centro e per l’Alpe Campelli. Dopo circa 12 km, la strada asfaltata termina a quota m 1360 ca, alle case basse dei Campei. Qui si parcheggia (ritrovo 2, ore 18)

ITINERARIO (sentiero quasi tutto segnalato con bolli bianco-rossi) Dal termine della strada asfaltata saliamo per prati fino alle case più alte dei Campei (m 1430 ca; a questo punto si arriva anche dalla stradina che si stacca a sinistra dall’ultimo tornante). Dietro le case, arriviamo velocemente a ciò che rimane della vecchia stazione sciistica (una baracca di legno e la struttura in cemento armato dello skilift); da qui seguiamo la pista incrociando talvolta una stradina. Tra i m 1620 e il m 1650 la pista diventa decisamente più ripida. Dopo un tornante verso sx la stradina di diparte dalla pista e si dirige a E: la seguiamo nel bosco incontrando quasi subito un bivio (m 1680). Prendiamo a dx e la seguiamo per un breve tratto: dove essa ripiega a dx (m 1710 circa), la abbandoniamo e proseguiamo per sentiero tra i larici guadagnando quota verso fino a raggiungere a m 1760 ca un grosso ripetitore delle telecomunicazioni. Dal ripetitore proseguiamo verso dx su terreno più dolce e sempre tra i larici, fino a raggiungere una spianata dove incontriamo e seguiamo di nuovo la stradina. A quota m 1980 circa, alla base della Punta della Piada, la stradina abbandona il crestone e si abbassa N verso la conca a NE del Pizzo Meriggio e il Passo Portorella. La lasciamo a favore del sentiero poco pendente che aggira a E la Punta della Piada e arriva a un piccolo avvallamento; per una bella crestina fra gli ultimi larici, guadagnamo la successiva quota m 2125 pochi metri sopra la Baita Meriggio e nostra destinazione per la cena al sacco e per osservare le stelle e la luna (ore 1:45).

IMPORTANTE: ricordarsi frontalino o torcia per chi non l'avesse, abiti pesanti e coperta da stendere a terra per cena al sacco e osservazione.


In caso di cattivo tempo l'escursione verrà rimandata a data da destinarsi. Sabato alle ore 12.00 pubblicheremo sul sito la conferma dell'uscita.
Per informazioni e adesioni scrivete a giovani@cai.sondrio.it.


ALTA VIA della Valfontana

ESSENDO IL PERCORSO COMPLETO QUI DESCRITTO PIUTTOSTO LUNGO PERCORREREMO UN TRACCIATO PIU’ BREVE MA ALTRETTANTO SUGGESTIVO.
  • DATA: 29-30 agosto 2009
  • RITROVO: Ponte in Valtellina- Piazza della Vittoria
  • ORE: 6.00
  • LOCALITA' PARTENZA: Valfontana- S. Antonio
  • DIFFICOLTA': EE+
  • COORDINATORE:

- Franco Zucchi (320 5692229) - Simone Bondio ( 349 5330776)

PER SEGNALARE LA PROPRIA PARTECIPAZIONE E PER RICHIEDERE ULTERIORI INFORMAZIONI CONTATTARE I COORDINATORI OPPURE INVIARE UNA MAIL A giovani@cai.sondrio.it

DESCRIZIONE GENERALE ALTA VIA DELLA VALFONTANA

L’Alta Via della Val Fontana non è un sentiero, ma una traccia ideale che collega le vette principali del gruppo dello Scalino sul versante sud. L’idea venne nel 1985 all’alpinista pontasco Luigi Pasini, che dopo anni di esplorazioni riuscì a trovare i passaggi per compiere questo percorso, tra bocchette seminascoste, sentieri sconosciuti di contrabbandieri e creste panoramiche. Luigi dice che la si potrebbe chiamare “Alta Via delle otto valli” perché otto sono le valli laterali della Val Fontana toccate da questo percorso.
“Non si tratta di un percorso escursionistico, ma di una traccia alpinistica, facile, ma non priva di tratti in cui occorre prestare attenzione. Per fare un paragone potrei dire: qualcosa come il Sentiero Roma… ma senza il sentiero!”.
La tracciatura fu compiuta da un gruppo di amici: oltre a Luigi c’erano Riccardo Canova (a lungo presidente della sottosezione del CAI di Ponte), Mauro Rusconi, Lidia Beltramini e Valeria Balzarolo, e venne eseguita in un periodo di circa due anni. Non si tratta però di un lavoro completato: a causa delle normative allora in vigore non fu infatti possibile segnare la via nel territorio svizzero, il che pose non pochi problemi nel tratto dal Monte Combolo alla Val Malgina.
A causa della quasi totale assenza di punti di appoggio nella sponda sinistra della valle (l’unico, l’alpe Arasé, si trova decisamente troppo in basso per essere utile) quella che avrebbe dovuto essere una via in tre tappe diventò forzosamente di due, con il punto mediano costituito dalla Capanna Cederna Maffina.
“Il modo migliore per pensare all’Alta Via è considerarla come un anello – dice Luigi – con partenza e arrivo tra il ponte di Premelé e Sant’Antonio”.

Da Ponte in Valtellina si sale per la strada asfaltata in direzione Val Fontana. Superata la chiesa di San Rocco, al bivio si continua addentrandosi nella valle. Attraversato il Ponte di Premelé, dopo pochi tornanti tra prati di un verde intenso e lucente si giunge al nucleo di Sant’Antonio (m 1208), dove si lascia la macchina.
Si superano a piedi due tornanti della carrozzabile, perndendo il sentiero sulla dx (è un tratto del “Sentiero del Sole”) che conduce fino all’alpeggio di San Gaetano (Dalico) a mt. 1696.
Qui inizia il vero e proprio è percorso dell’Alta Via, quei triangoli gialli e rossi che la rendono riconoscibile. Si percorre la costa di San Gaetano, poi il Viale della Formica e, oltrepassati il Monte Brione, il Monte Calighé e il Monte Piudé, si arriva alla Bocchetta della Combolina (m 2566) dalla quale si imbocca la via per la salita al Combolo (m 2900), da cui si ammira un vasto panorama che spazia tra cime e i bellissimi laghi dei Matt e della Regina.
Si passa brevemente in territorio svizzero tenendosi il più possibile vicino alla cresta e discendendo dalla Bocchetta di Malgina (m 2619). Lasciando la cresta si percorre un traverso della Val Malgina che, dopo una leggera discesa, risale verso il Buchèl de l’Asen (m 2650), a ridosso della Cima di Ganda Rossa. Si discende lungo la Valle dei Laghi, oltre il Lac Gelt e dopo aver perso circa 250 metri di quota, in corrispondenza con il sentiero che dai laghi sale al Passo dell’Arasé si continua in direzione della Bocchetta di Sareggio, quella più a valle delle tre feritoie che si aprono nella dorsale che conduce al pizzo omonimo.
Ci si riavvicina poi alla cresta e si recupera lentamente quota passando a ridosso della Bocchetta di Vertegna (m 2588) del passo delle Saline (2594) e costeggiando le pendici dei Tre Pizzi e del Monte Gardé.
Mantenendosi in quota ma piegando verso sud-ovest si passa a monte del Campanilone, testone roccioso dalla forma di una grossa cupola, e si scende fino alla Capanna Cederna (m 2582), utile punto di riposo accogliente e sempre aperto.
Il giorno seguente si discende lungo le morene del Pizzo Painale fino a poco sopra l’Alpe Forame, dalla quale si inizia un lungo traverso che porta allo spartiacque con l’Aiada. Cercando di non perdere eccessivamente quota (scendendo comunque verso i 2100) si passa a monte dell’Aiada e si risale percorrendo un breve tratto attrezzato per poi attraversare più in alto dell'Alpe Mortirolo.
Infine una salita costante porta al passo di Cigola (m 2561)
Mantenendosi sui 2500 si passa sotto le cime che coronano la Val Vicima: il Pizzo Calino,la Cima Vicima e la Vetta di Ron , diverse l’una dall’altra ma ugualmente maestose. L’ultima salita dell’Alta Via è quella che arriva alla Bocchetta di Ron (m 2639) tra il Dos di Scespét e la Cima dei Mott.
Da qui inizia una lunga discesa attraverso la Val di Ron, che passa prima alle baite vicino alla Capanna Vetta di Rhon (m 2164), poi al Guat (m 1964) e termina a Masarescia (m 1704), dove inizia la strada sterrata.
Per chiudere l’ideale anello si attraversa il prato di Masarescia trovando la traccia del Sentiero di Costa fino a poco sopra San Bernardo (m 1237). Dal tornante dove termina il Sentiero si scende fino al tornante successivo, da cui si distacca un tratto del Sentiero del Sole, già conosciuto come sentiero Zoboli. Il percorso sale lentamente fino all’acqua ferruginosa, attraversa la Valle del Rio e culmina nella corna di Sciuscervin, panoramico avamposto del crinale nella valle. Dopo un tratto ripido a tornanti, si scende in quello che resta della mulattiera/carrozzabile che era stata costruita nel ventennio fascista per servire le miniere di piombo argentifero, le cui entrate (oggi murate) si incontrano nel percorso. Passata infine la valle di Ruina si giunge al ponte di Sant’Antonio, chiudendo una via faticosa ma ricca di vedute e cambiamenti di paesaggio.

(Maurizio Zucchi)